Verità per Giulio Regeni

DDL ZAN: OCCASIONE DI CIVILTA’ PERSA

Quanto successo ieri in Senato certifica lo scollamento esistente e per certi versi drammatico fra politica e Paese reale.

Siamo fermamente convinti che gran parte della popolazione italiana avrebbe accolto favorevolmente una misura a contrasto dell’odio verso chi manifesta liberalmente la sua diversità.

Mentre a Reggio Emilia veniva consegnata la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre che ha trasformato la sua vita in un costante atto di testimonianza, monito, rivendicazione di libertà, a Roma abbiamo assistito allo spettacolo penoso di altri senatori che esultavano per aver negato un diritto ad una minoranza spesso oggetto di discriminazione e violenza.

Come CGIL abbiamo sostenuto apertamente il DDL Zan perché siamo da sempre contro ogni forma di discriminazione o esclusione, che avvenga dentro o fuori al posto di lavoro.

Abbiamo lanciato un appello alla politica locale perché si schierasse apertamente in quella che ritenevamo e continuiamo a ritenere una battaglia per il progresso di tutta la società.

Siamo fermamente determinati a proseguire su questa strada ( anche se questa strada si è fatta di certo più in salita) perché estendere diritti ad una minoranza significa fortificare i diritti di tutti.

Estensione di diritti sociali come quello a un lavoro non precario, ad una pensione dignitosa, ad un fisco equo, temi prioritari nel nostro attuale confronto con il governo, ed allargamento dei diritti civili sono in forte relazione fra loro, si sostanziano reciprocamente.

Ecco perché come CGIL, fedeli al principio che non può esistere libertà senza giustizia sociale, continueremo a farne oggetto di una medesima convinta rivendicazione.

 

Cristian Sesena, Segretario CGIL Reggio Emilia

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